Ceti medi con un futuro: tra fragilità sociale e autonomia

Trasformazione della classe media dell’area metropolitana milanese e interrogativi aperti alle policies

Contesto e temi della ricerca

Il contesto dell’area metropolitana milanese bene si presta a riflettere su alcune modificazioni della composizione sociale e sulle ricadute in termini di bisogni e di risposte politiche che tali movimenti inducono. In particolare, scopo della ricerca che viene proposta è quello di dare interpretazione ai nuovi bisogni espressi da una fascia di popolazione che può essere definita “ceto medio” (Bagnasco, 2016) se posta immediatamente in relazione con l’alto contenuto intellettuale e, nella maggioranza dei casi, anche con l’autonomia della prestazione lavorativa erogata (Bologna, 2007). D’altro lato, Eurispes fornisce alcuni parametri economici e demografici che permettono di individuare la classe intermedia della popolazione in riferimento al reddito mediano annuo (dati Banca d'Italia). È possibile ritenere di trovarci di fronte a un allargamento della classe media di Milano se essa viene interpretata alla luce della maggiore scolarità media della popolazione, specie nella fasce d’età comprese tra i 35 e i 49 anni che saranno oggetto dell’inchiesta. Da questo punto di vista non ci sembra sufficiente una lettura che si soffermi solo sul possibile declassamento connesso agli anni della crisi economica, dopo la grande espansione degli anni Ottanta (Sylos Labini, 1986): è possibile invece pensare a un aumento della ricchezza cittadina collegata all’aumento di autonomia e competenze in apparente contraddizione con la contrazione dei redditi osservata e mettere in luce la confusione tra condizioni reali e proiezioni immaginarie (Rosenthal, 1985). Pensiamo sia anche necessario distinguere tra realtà dei processi di impoverimento e timore degli stessi (Goux e Maurin, 2012).

Si propone di capire non solo in che termini si è modificata la relazione tra alcuni tipi di impiego tradizionalmente legati ai ceti medi, evoluzioni comprese (professioni impiegatizie e intellettuali; libere professioni; lavoro autonomo di seconda generazione) (Rapporto Specula Lombardia, 2014), e il reddito attualmente percepito ma soprattutto in che direzioni si va orientando la domanda di servizi che proviene dalla middle class dell’area metropolitana milanese. Si tratta dunque di valutare in che termini parlare di un “impoverimento della classe media” ma anche di guardare a una mutazione dei bisogni alla luce di una serie di fattori di non poco impatto: l’allungamento del tempo di lavoro; la scomposizione della famiglia tradizionalmente intesa; lo sviluppo dei bisogni abitativi; la denatalità; le domande legate alla scolarità per i figli e all’assistenza per i genitori anziani; le richieste in termini di socialità, cultura, mobilità sostenibile. Pensiamo che la conoscenza approfondita di tali nuove interrogazioni possa favorire l’innovazione di policy e di interventi in termini di welfare adeguati al presente.

Chiariamo che con il termine welfare è oggi più che mai necessario intendere, secondo la traduzione letterale, il “benessere” dell’intera popolazione e non soltanto gli interventi che tendono a garantire diritti e condizioni di vita minimali per i gruppi sociali che vivono ai margini della società. Welfare vuol dire benessere sociale, e il benessere sociale si misura in termini di qualità della vita e della convivenza sociale di tutte le componenti di una comunità di persone.

L’analisi del rischio sociale e la conseguente ricerca di politiche sociali adeguate al contesto attuale, va perciò spostata dai margini al centro, ovvero laddove avvengono eventuali nuovi processi di esclusione, così come si sperimentano meccanismi di riorganizzazione strutturale e di implementazione di nuovi modelli. Il tema della fragilità sociale della middle class va perciò inteso come problematica complessiva legata ai criteridi accesso. In questi ultimi anni abbiamo assistito a  profonde trasformazioni sociali che hanno inciso sul livello di protezione sociale e indotto forme di autorganizzazione dei contesti famigliari. Si tratta di aggiornare i sistemi di welfare alla luce delle trasformazioni del lavoro e delle figure del lavoro, all’interno di un contesto metropolitano come quello milanese dove il settore terziario e i servizi e le professioni della conoscenza hanno oggi un ruolo centrale: da questo punto di vista la ricerca che viene proposta ha come obiettivo la messa in correlazione delle modificazioni del lavoro (cognitivo; autonomo; a maggior partecipazione femminile) con le ricadute in termini di bisogni e di conseguenza in termini di aggiornamento dell’intervento di policy.

Quali territori

Proponiamo di individuare alcune zone cittadine e alcuni comuni contigui per offrire un quadro significativo di Milano e città metropolitana. Interessanti potranno essere aree che presentano caratteristiche utili all’esplorazione: perché abitate da persone di ceto medio sia originarie che di recente insediamento, con esperienze di aggregazione culturale, sociale o produttiva, con risposte autoprodotte a bisogni personali e sociali, con progetti di benessere messi in campo anche in modo autonomo rispetto alle Istituzioni. Accanto alle capacità e alle risorse, si vuole esplorare e mettere in luce i bisogni di presa in cura delle reti intergenerazionali e come si intersecano queste risorse messe in campo con le esigenze di cura, ed anche i bisogni abitativi rappresentati anche da forme “familiari” che ancora non riescono a interrogare in modo esplicito le Istituzioni.

L’ipotesi che delineiamo è di realizzare la ricerca in zona 2, zona 6, zona 7 e nei comuni di Cinisello e Corsico. Queste aree hanno sia aspetti di omogeneità che di differenza utili a offrire significatività e interesse.

La ricerca metterà in luce le caratteristiche strutturali della popolazione ma anche le linee progettuali appartenenti a ciascun territorio. Oltre ai dati censuari ISTAT saranno utilizzate le banche dati comunali e tutte quelle prodotte localmente da varie organizzazioni. (Camera di Commercio, Caritas, etc) Dai parchi agli orti urbani, dalle piccole attività commerciali e artigianali che stanno aggregando energie e risorse in risposta al rischio di isolamento e esclusione; la progettazione partecipata di luoghi pubblici come le biblioteche. Il potenziamento della linea metropolitana realizzato e da realizzare entro il 2020, la riqualificazione urbanistica di alcune aree cittadine sono fenomeni che intrecciano la dimensione del cambiamento nelle reti relazionali e nella costruzione di appartenenza.

Attività e strumenti

Analisi letteratura e documentale

L’avvio dell’attività di ricerca sul campo sarà preceduta da una revisione della letteratura esistente, circoscrivendo la ricerca bibliografica a partire dalle questioni più rilevanti poste dalla domanda iniziale.

Saranno esaminati e analizzati i dati relativi alla popolazione dei comuni individuati (Milano e altri della città metropolitana), presenti nelle banche dati delle anagrafi comunali, o in quelle nazionali, evidenziando tutte le disaggregazioni e riaggregazioni possibili, che permettano di descrivere un universo di cittadini e cittadine.

Ricerca qualitativa e quantitativa sul campo

Si è deciso di avviare una prima fase di ricerca qualitativa, considerando la novità del tema da indagare e la complessità che riveste come già alcuni testi indicano.

Campione

Tenendo conto che la ricerca qualitativa segue la strada della riduzione dell’estensione del dominio osservato, la focalizzazione su pochi casi, di cui ci si propone di rilevare i più minuti dettagli, si procede alla costruzione del campione e della messa a punto degli strumenti di indagine.

Su questa descrizione si costruirà il campione di cittadini e organizzazioni da interpellare:

poiché mettere a fuoco i modi per costruire il campione è sempre un passaggio cruciale, nelle indagini qualitative conduce infatti all’incontro con le persone in carne ed ossa,

Testimoni privilegiati

Saranno individuati e intervistati alcuni ‘testimoni privilegiate’, in cui ciascuna persona ha un valore in sé, ruolo di quelle persone più competenti perché in diretto contatto con il problema del quale vogliamo parlare e sanno quindi dare informazioni specifiche nell’ambito della loro visione ed posizione.

Interviste

Le interviste qualitative consentono di affrontare aree tematiche dove sia rilevante raccogliere sia dati di realtà (riferiti a fatti, comportamenti, eventi etc) sia le percezioni, le considerazioni e le valutazioni soggettive che permettono ai fatti di tradursi in esperienza per la persona intervistata. Il focus viene posto sull’intreccio tra esperienza dell’intervistata e i dati di realtà all’interno di un microcontesto, in questo caso di vita e di lavoro, ma anche relazionale e di creazione di senso.

Il modello di intervista utilizzato sarà quello dell'intervista semi-strutturata, quella cioè che si sviluppa da una traccia di domande aperte che focalizzano l'argomento, secondo una flessibile e non standardizzata forma di interrogazione. Le interviste possono risultare simili a delle conversazioni, sono guidate dall’interesse alla conoscenza dell’intervistatore, e sono caratterizzate da un’elevata simmetrici dei ruoli: entrambi assumono infatti si tratti di conoscere e raccogliere opinioni che l’intervistato ritiene importanti.

La traccia di intervista costituisce il perimetro che delimita, che riporta elenco delle angolature e delle questioni da discutere; una sorta di ‘mappa tematica’ che comprende aree da coprire nel corso del colloquio e un insieme di sotto-aree

Focus group

L’altro strumento proposto è il Focus group, considerato in ambito di ricerca qualitativa terreno privilegiato per cogliere le dinamiche relazionali e per condividere una riflessione sul tema della ricerca che può suscitare; strumento di indagine per verificare la creazione di processi di influenzamento e di sostegno sociale, consentirà di avviare un processo di conoscenza interpersonale sul tema indicato.

Fase quantitativa

Alla luce delle elaborazioni seguenti l’esplorazione qualitativa si procederà alla fase di indagine quantitativa, in cui sarà possibile offrire una rappresentazione più ampia e numericamente significative dei punti salienti e dei possibili indicatori relativi al tema oggetto di ricerca.

Questionari

Sarà possibile proporre questioni specifiche da indagare tramite l’uso di questionari, o tramite una survey online, per raccogliere informazioni in modo standardizzato e su campioni più o meno grandi, tali per cui è possibile poi costruire una matrice dati.

Prodotti intermedi e finali

Seminari in zona

Si prevedono dei seminari in ciascuno dei territori individuati come incontri di restituzione a coloro che avranno preso parte alla prima fase di ricerca, incontri di gruppo di chi era stato coinvolto individualmente, significativa occasione di commento e presa di parola sulle prime analisi proposte .

Report

Si proporrà un report di analisi descrittiva, formulata anche a seguito di vari incontri di rielaborazione dei dati tra i vari componenti del gruppo di ricerca, con l’intento di “di fornire descrizioni concettualmente coerenti, compiere distinzioni che abbiano significato, e nel mostrare contenuti illuminanti” saranno discussi i significati presentando di seguito le categorie e le aree emerse e si forniranno esempi tratti da estratti di interviste per dare un’immagine ‘viva’ il più dettagliate possibile.

A seguito di incontri di validazione o di commento con rappresentanti delle amministrazioni coinvolte e a seguito anche di incontri di restituzione con le varie realtà coinvolte, si potrà procedere alla produzione di un testo destinato alla pubblicazione al fine di diffondere le considerazioni e i risultati di ricerca raggiunti.

Sarà possibile raccogliere alcune “storie di vita” e dare forma di “racconto” a momenti e persone rilevanti incontrate.

Visual

Sarà possibile anche realizzare alcuni filmati, brevi e differenziati a seconda dei territori e dei temi, che potranno costituire un medium di diffusione come di sollecitazione di alcune immagini e suggestioni

Altrettanto saranno proposti dati e risultati tramite infografiche, che si prestano ad uno sguardo che privilegia la visualità anche nella lettura dei dati.

Gestione Comunicazione

Si provvederà alla diffusione di articoli di tipo giornalistico sui media di zona, cartacei e online, e a alla gestione di Social per dare comunicazione delle varie fasi e attività sin dai primi passi nei territori.

Arnaldo Bagnasco, La questione del ceto medio. Un racconto del cambiamento sociale, Il

Mulino, Bologna 2016

Sergio Bologna, Ceti medi senza un futuro? Appunti sul lavoro e altro, DeriveApprodi,

Roma 2007

Dominique Goux, Éric Maurin, Les nouvelles classes moyennes, Seuil, Paris 2012

Rapporto Specula Lombardia, Laureati e lavoro: adattamento tra crisi e riforme, Novembre

2014

Neal H. Rosenthal “The shrinking middle class: myth or reality?” in Montly Labour Rewiev,

n. 108, march 1985

Paolo Sylos Labini, Le classi sociali negli anni ’80, Laterza, Roma-Bari 1986